Cronaca di un giorno al CPhI a Milano, dallo stand di Abar.

C’è molta voglia di comunicare al CPhI, a Milano.
Nel padiglione della fiera del settore farmaceutico gli espositori e i visitatori si incontrano nel rispetto dei protocolli.
Ma la vitalità degli sguardi che si scambiano le persone è quella che non si vedeva da un po’ di tempo.

Lo stand è come un astuccio.
Lo percorri nel breve giro lungo i suoi quattro lati e lui si apre e si chiude al tuo sguardo. Dentro ci sono i contenuti di Abar: astucci, brevetti, affini e rilievi, ma non solo.
Questa volta la tecnologia si è presa tutta la scena.
Per un’azienda che lavora la carta dalla materia prima al prodotto finito, lasciare più spazio alla digitalizzazione è un passo in più.
Un passo greennovational.

Grandi mock-up brillano di bianco vestiti dentro teche di vetro.
Il visitatore si avvicina per chiedere informazioni sul prototipo esposto.
Un commerciale di Abar è lì pronto a dare inizio alla risposta.
Poi, con il tablet inquadra il Qr Code di quel mock-up.
Un’animazione in 3D parte sotto gli occhi del visitatore.
In meno di un minuto racconta il funzionamento della tecnologia della scatola e con passaggi rallentati si ferma sui dettagli tecnici del brevetto.

Sono molte le persone che si fermano davanti al monitor dello stand.
Lo fanno per guardare un video dal primo all’ultimo secondo.
E quello che le immagini mostrano è la natura di una cartotecnica dal tocco umano.
Un video sulle persone di Abar che piace alle persone.

Make it with Abar’s Touch!

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