Il giallo dei gialli.

Avevamo 2 mesi di tempo per risolvere il caso.
Era il packaging di un antidolorifico: il colore del nome cambiava in base al tipo di disturbo
che curava, mentre il colore del fondo era sempre lo stesso.
Giallo.
L’azienda farmaceutica ci aveva chiesto di stampare i 3 tipi di scatole.
Messe a confronto le scatole, scoprimmo che cambiava anche il giallo di fondo oltre al colore
del nome.
Quando il nome era verde il giallo diventava acido, se il nome era blu il giallo risultava più
chiaro, e con il nome rosso il giallo attorno appariva scuro.
Eppure, non c’era nessun indizio che facesse pensare a un errore.
I dati dello spettrofotometro confermavano che i gialli delle tre scatole erano identici.
Per l’occhio della macchina il giallo non cambiava, per lo sguardo dell’uomo sì: un’illusione
ottica.
La nostra indagine rivelò che era il colore del nome del prodotto a cambiare il giallo del
fondo: non sulla scatola, ma allo sguardo di chi la guardava.
Dopo alcuni test cambiammo la composizione del giallo in modo che la vicinanza con il
colore del nome facesse percepire all’occhio umano un unico giallo sui tre tipi di scatole.
Così, quando le scatole arrivarono nei negozi all’estero, i clienti dell’azienda farmaceutica
poterono esporle per comporre nello scaffale un unico giallo.
Il giallo risolto.
 

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