Ci siamo innamorati su un albero di carrube.
Siamo saliti sul ramo più basso come gli uccelli con la speranza che la nostra storia ci avrebbe portati molto in alto.
Non subito però.
Le imprese che durano nascono accompagnate dalla necessaria lentezza: maturano piano piano, senza farsi prendere dalla frenesia di ottenere tutto subito.
L’importante è avere una meta in testa.
E mio marito voleva essere la testa dell’alborella, non la coda del pescecane.
Un notaio si propose di pagargli gli studi: in cambio avrebbe dovuto poi andare a lavorare nel suo studio.
Sarebbe stato un lavoro sicuro, ben pagato: con quel lavoro non si poteva avere paura del futuro.
Ma un futuro con le sue mani mio marito stava già cercando di crearselo.
«Dottore, grazie per la sua fiducia, ma io ho il mio lavoro. Non posso lasciarlo».
60 anni fa disse di no a più di qualcuno.
Ma se hai una meta in testa, tra le mani hai già metà del lavoro fatto.
All’epoca non c’erano i telefonini, ma un ricco elenco telefonico.
Dava la possibilità alle aziende di farsi conoscere a chi aveva bisogno dei loro prodotti o servizi.
Sulle sue pagine i nomi comparivano in ordine alfabetico.
La nostra azienda produceva astucci, brevetti affini e rilievi.
Il suo nome allora diventò Abar e si impresse più di altri nella testa delle persone.
Finì infatti in testa all’elenco delle aziende cartotecniche: iniziarono a chiamarci da tutta Europa.
Se dopo 60 anni siamo qui a raccontarla, significa che la meta in testa era quella giusta.
#begreennovational
#letitbeabar
#abarsfamily
#cartotecnica
#farmaceutica
Riceverete una nostra risposta nel più breve tempo possiible.